L’entry è gratuito, è per l’exit che serve la consumazione

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Il cinema di Montecolombo è piccolo ma non da fastidio a nessuno. Ci passano davanti i vecchi e i ragazzini, d’estate, e lui sta lì a non dire una parola. Mai a dire una parola.

Sono ore che vago senza sosta sotto il sole in cerca di un carrozziere, che Dio maledica le FIAT. A Montecolombo i carrozzieri non sono quasi mai aperti, forse per colpa del caldo o forse perché Montecolombo li ha alienati come uomini piccoli fuori dalla realtà metropolitana.

Con il caldo di questi giorni sarebbe meglio stare al fresco, rinchiusi in qualche luogo non affollato come il cinema di Montecolombo che non ha mai avuto aria condizionata e che sta sempre lì, fermo, a non dire mai nulla, mai neppure una parola.

Ce l’ho davanti alla faccia, quel cinema. Lo sento sudare, quel cinema. C’è un giornale sulla sedia rossa di plastica con scritto “Algida”. Parla di Grecia, non parla di Montecolombo.

L’articolo in prima pagina tratta del referendum greco che ieri ha sancito il verdetto: OXI che significa NO. E ci sono stampate le foto di mille delegazioni politiche italiane e io non so se siano lì in quanto socialisti, in quanto nazisti o in quanto invidiosi.

Forse è l’invidia che muove l’Europa; quella voglia di speronare gli altri così cara al nostro “made in Italy”.

Le pagine si sfogliano da sole a causa del vento caldo che sta frustando il viale e che, per un attimo, mi alita sul collo aiutandomi a meditare.

E’ il momento d’oro di un popolo in ginocchio per colpa di chi ancora non ci è dovuto saperlo, penso. Certo è che lì la democrazia è nata e lì la democrazia continua a vivere sotto l’Olimpo, penso. Un’eutanasia monetaria di cui troppe bocche si sporcano ultimamente, penso.

La Grecia non vuole uscire dall’Europa, sarebbe la follia pura e il primo passo verso un collasso prima ellenico e poi continentale. La Grecia chiede regole più chiare e cristalline, chiede il rispetto dell’essere umano che purtroppo, ultimamente, vediamo spesso annaspare di fronte alla cupidigia monetaria.

Chissà di che morte morirà Atene, domani.

Per anni la Grecia ha vissuto sulle spalle altrui, per anni le spalle altrui hanno vissuto sulla Grecia. Sui pensionati in lacrime davanti ai bancomat. Sui quartieri della capitale senza energia elettrica durante la notte. Sulla tosse di chi, senza medicinali, sa che potrebbe morire. Sul pane.

Al cinema di Montecolombo non c’è aria condizionata ma almeno c’è umanità. Come in Grecia.

Attenderemo le parole, come ogni estate, prima che arrivi l’autunno e il dolore di un popolo in ginocchio ma capace di assumersi le proprie responsabilità. Gli economisti non sanno cosa accadrà, se sarà la fine o l’inizio di un’età migliore o semplicemente la caduta di un impero. Gli economisti hanno paura perché non conoscono il vento di Montecolombo. Non sono mai entrati nel suo cinema. Non sanno che anche i piccoli possono diventare grandi, soprattutto oggi che danno “Kinodontas” di Ghiorgos Lanthimos.

Il giornale vola via dalla sedia rossa di plastica e si fa trasportare dal vento, vola verso est alla ricerca del sole oltre l’Adriatico e oltre i carrozzieri in ferie.

Un biglietto, sala uno, grazie, arrivederci.

articolo di Luca Marinangeli

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