Siamo tutte oche, siamo tutti Moncler

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Il resoconto della settimana, questo week end, non verrà fatto e questa è cosa buona.

Oggi parliamo di eroi ingrati, meritevoli o meno di essere considerati eroi, riportati in auge dai mentecatti del nuovo millennio giovani e non.

Così è e così sarà: quando la social mondanità diventa un elisir di lunga vita.

Così per Renzi con i suoi sguardi pregni di fascino e le sue camicie sbottonate, per Berlusconi con la sua uveite e le sue telefonate ai circoli del bridge, per Salvini con il suo charme alla Le Pen con la felpa “Posillipo” che odora di calce e sudore del Brera.

Così per Tor Sapienza dove urlare “Scendi negro de merda che te apro” è un segno di civiltà e confronto pacato a fronte di una lieve stanchezza verso dei delinquenti che mettono paura alle povere figlie di noi super-Italiani che tornano a casa da sole dopo essere state al Goa.

Così per Andrea Scanzi, il ministro della propaganda e tuttologo su ogni fronte, la cui scrittura arguta è paragonabile solo alla sua impercettibile ed inaspettata umiltà.

Così per lo youtuber Francesco Sole che ha saputo sfruttare al meglio il deficit intellettivo dei suoi followers per poter guadagnare in un solo anno tutta la notorietà che Fabio Volo, il Bukowski di Bergamo Alta, ha dovuto sudare sui quei fogli che lui continua a chiamare, tuttora, “romanzi”.

Così per i gruppi musicali alternativi e paraculi di Bologna che parlano del niente ma piacciono perché è bello parlare del niente quando là fuori c’è, in realtà, di tutto; credendosi dei moderni CCCP ma capaci solo di dare voce nei loro fan club a quattordicenni che domandano ai loro pari “Sapete consigliarmi una canzone triste ed indie da usare come sottofondo mentre ripenso alla mia prima masturbazione?”.

Così per quelli che gridano “Riportate a casa i marò” e sperano vengano uccisi tutti i Siux.

Così per chi guarda solo Le Iene perché: OK, Report c’è, ma è troppo complicato da capire.

Così per le donne che tifano il Milan ma pensano che il fuorigioco sia una sottocategoria più esplicita del bukkake.

Così.

Così è e così sarà tutte le volte che la meritocrazia verrà affossata.

Solo una salvezza, esiste. Solo una.

C’è ancora un uomo che può e deve essere ricordato: il maggiore dei carabinieri Giancarlo Magalli.

Colui che dicendo “Annamo a Libetta che è pieno de cagne” nel video dei The Pills è riuscito a raccontarci la caducità del corpo e l’immortalità dello spirito.

La vita si ferma a causa di un orologio biologico ma a volte riesce comunque ad andare avanti nella mente della gente psicolabile.

Questa è l’immortalità.

Parola del Comitato.

Ciao Giancarlo.

articolo di Luca Marinangeli

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