Libertà per Tiberio Timperi

Schermata 10-2456952 alle 20.10.03

Erano passati ormai mesi. Dopo pause e nausee, la pioggia decise di portarsi via con sé l’ultimo stralcio d’estate e l’ultimo pezzo di Genova.

Ero costretto a leggere i giornali nei bar, in quel periodo. Non che ne avessi necessità, ma avevo sempre un gran gusto nell’ascoltare quel ragazzo biondo di 13 anni appena uscito da scuola chiedere pacchetti di Marlboro al bancone per un padre fumatore in realtà mai esistito.

ChiesiUn cappuccino al vetro e un goccino di Fernet, graziema la cameriera moldava capiva a malapena il moldavo e la sua pettinatura faceva intuire che capiva ancor meno il concetto di pettinatura.

Mi sedetti alla ricerca di un buon motivo per fermarmi lì.

Quel 13enne di merda esitava ad entrare, oggi. Maledetto.

Cercai così tra le notizie qualcosa di particolarmente attraente che non parlasse di giovani obese insultate da Gasparri o di poveri grillini ancora non consapevoli di essere davvero dei poveri grillini.

Matteo Renzi era ancora al governo e questa sembrava cosa buona.

Matteo Renzi era stato intervistato da Barbara D’Urso e questa sembrava cosa buona.

Matteo Renzi, dopo l’intervista con la D’Urso, era ancora al governo e questa era per lo più oltraggio al pudore ma nessuno se ne fregò e la vita di tutti continuò felicemente tra un matrimonio di Pierluigi Pardo e un’infermiera spagnola miracolosamente scampata ad una sinusite.

Nulla di interessante tra quei fogli e di quel 13enne nessuna notizia.

Mi chiesi se Mario Monti fosse ancora vivo ma poi pensai a Mario Monti che veniva intervistato dalla D’Urso e la domanda diventò presto silenzio imbarazzante.

In Ucraina regnava la pace mediatica e i riflettori erano puntati sull’ISIS che voleva bombardare l’America. Un po’ come voleva fare un anno fa. Un po’ come voleva fare 10 anni fa. Un po’ come sempre, diciamo.

Matteo Salvini era in splendida forma e indossava sempre felpe di merda.

Matteo Salvini era ancora europarlamentare e questa, per dovere di cronaca, non sarà mai e poi mai cosa buona. Che si sappia.

Odiavo gli articoli lunghi, sopratutto se scritti con Arial 12.

Cercavo così, in preda alla disperazione, tra le pagine dei quotidiani locali qualche chicca stellare di poche righe.

Neppure una notizia su Gianni Morandi neppure un trafiletto su Giancarlo Magalli o su Massimo Giletti. Niente di niente, neppure quel maledetto 13enne.

Niente.

Niente.

Niente su Matera, inspiegabilmente città europea della cultura, e niente neppure su Perugia, spiegabilmente non-città europea della cultura.

Pagina dopo pagina il tempo scorreva e il nulla, fuori, aspettava il mio ritorno alla vita.

Poi scoprì che Tiberio Timperi aveva appena bestemmiato la Madonna.

Allora fu la luce, fu la bellezza.

Chiusi il giornale e tornai nei ricordi dell’estate, nei ricordi di Genova, nei ricordi di quel ragazzo infame che un padre fumatore non ce l’aveva mai avuto.

Attesi altri mesi, o forse solo settimane o forse solo giorni, prima di rientrare di nuovo in quel bar e chiedere ancora Un cappuccino al vetro e un goccino di Fernet, grazie”.

La moldava, quella volta però, non mi guardò neanche.

Zero cordialità, zero saluti e di quel 13enne neppure l’ombra.

articolo di Luca Marinangeli

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...