RUDY ROTTA

L’intervista di oggi, più che quattro chiacchiere da bar, rappresenta la ciliegina sulla torta, uno champagne stappato a mezzanotte, una bottiglia di amaro dopo il pranzo del secolo.

E allora immaginiamo di sederci al tavolino di uno di quei locali con le tavole di legno al posto delle mattonelle… un whisky on the rock alla mano, per goderci una bella intervista… e della grande musica, perchè oggi intervistiamo il grande Rudy Rotta.

 

Innanzitutto vorremmo ringraziarla per l’opportunità offerta. Questo blog, tramite la rubrica “le interviste parallele” si è sempre dato da fare per intervistare i gruppi e gli artisti più interessanti del panorama italiano, ma per la prima volta riusciamo ad intervistare un artista dall’enorme spessore internazionale.

 

 

Partiamo dall’inizio, oltre le informazioni “istituzionali”… da dove è nata la scintilla per la musica?

Mio padre suonava e cantava, anche se a livello dilettantistico; poi, quando arrivai in Svizzera all’età di 13 anni, stavano esplodendo le band con tre chitarre (solista, accompagnamento, basso) e batteria (The Shadows, tanto per citare un nome) e subito dopo i Beatles seguiti dalla British Invasion.

 

Come mai proprio il Blues?

Già all’epoca mi piacevano band come Animals e Spencer Davis Group. Formazioni che tanto hanno attinto dal blues americano.

 

Qual’è il futuro del Blues da qua ai prossimi anni, secondo uno dei musicisti più rappresentativi di questo genere in Italia?

Non sono un mago e faccio fatica a fare delle previsioni, diciamo comunque che negli ultimi 30 anni qui in Italia, ma anche in Europa, sono nate tantissime band di blues o rock-blues; spero si sviluppino anche progetti musicali di un certo spessore, progetti come Derek Trucks Band, tanto per fare un nome. In Italia ci sono molti musicisti blues preparati e bravi, non so però se esistano altrettanti progetti musicali di una certa portata ma ovviamente spero proprio di sì..

 

Il nuovo album The Beatles VS the Rolling Stones è una “fusione” all’ennesima potenza. Rock e Brit Pop che si fondono nel Blues, Rolling Stones e Beatles che coesistono nella stessa canzone. Come è nato questo progetto?

Il disco nasce dal fatto che sono le band che ascoltavo quando i miei genitori mi regalarono la prima chitarra acustica (una Hoefner) tentando poi di imparare i loro brani; vorrei inoltre far capire che la musica andrebbe suonata mettendoci del proprio e non come fanno le tribute bands, che oltretutto rubano spazi a musicisti che non riescono a farsi ascoltare. È stato fatto un lavoro particolare sugli arrangiamenti e sull’abbinamento dei brani ed aggiungo anche che ci sono due tracce registrate con il Gnu Quartet e due con i Quintorigo; entrambi gli artisti hanno dato veramente un tocco di classe al mio progetto.

Come mai ogni canzone del nuovo album The Beatles vs The Rolling Stones è “doppia” (il disco è composto da 12 canzoni doppie)?

Beh, è proprio questo il motivo principale di questo progetto: ho voluto unire 2 brani completamente diversi tra di loro con lo stesso groove e ritmo.

 

La scelta di unire Beatles e Rolling Stones è collegata alla rivalità storica che ha caratterizzato i vari fan?

Anche ma non direi esclusivamente. Ho voluto rendere omaggio a due band storiche con le quali sono cresciuto e che di conseguenza mi hanno influenzato moltissimo; non dimentichiamoci inoltre il 50esimo anniversario delle due formazioni.

 

E’ previsto anche un Tour? Quali paesi e città toccherà?

Assolutamente sì. Sto già portando in giro per l’Europa il mio nuovo lavoro da  alcune settimane. Consiglierei di visitare il mio sito http://www.rudyrotta.com/ e, sotto la voce “tour”, si può rimanere aggiornati con tutti i miei concerti in programma.

 

Ci sono altri progetti in vista? (Sia musicali che non)

Ho in serbo “Volo Sul Mondo”, un progetto dedicato ai bambini. Sono sempre più in balia della tecnologia, i genitori non hanno tempo da dedicare ai loro figli e i risultati sono sotto i nostri occhi.. Poi l’anno prossimo ci sarà il mio nuovo cd e nel frattempo, come già anticipato, tantissimi concerti in giro per l’Europa.

 

Ha collaborato con tanti grandi della musica, con chi altro vorrebbe trovarsi sul palco?

Con molti. È davvero difficile fare una lista.. Certo, Albert Collins e Freddy King, parlando di blues, sarebbero stati i miei preferiti ma purtroppo ci hanno lasciato troppo presto. Posso dirti che tutte le esperienze che ho condiviso mi sono servite per capire che la musica va vissuta ed affrontata sempre con umiltà se si vuole raggiungere gli obiettivi prefissati.

 

Un consiglio alle nuove generazioni. Da dove ripartire per riscoprire il Blues nei nuovi anni 10?? Credere nelle proprie idee, in ciò che si fa e farlo senza pensare esclusivamente a diventare dei professionisti se ciò va poi a pregiudicare le scelte musicali. E ripartire da tutti coloro che hanno lasciato un’impronta indelebile sul   terreno blues. Qualche nome? Willie Dixon, Muddy Waters, Magic Sam, O.V. Wright, Freddy King, Albert Collins, Eddie Taylor, Little Walter…….. e poi finire sui gruppi, come la Allman Brothers Band…

 

Potete trovare ulteriori informazioni sul tour di Rudy qui: http://www.rudyrotta.com/

E godervi i suoi pezzi qui: https://soundcloud.com/rudy-rotta

 

Simone Bellucci – Redazione NMP

 

 

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