The day after tomorrow

La sede

 

Era passato molto tempo dall’ultima volta in cui aveva messo piede in quella sede.
Quella era “LA SEDE”.
Quella dove tutto era iniziato. Dopo le chiacchiere nelle case e nelle industrie della Milano bene.
Dopo aver realizzato che una carriera in politica lo avrebbe facilitato in piu’ di una occasione.
Erano passati 20 anni dalla prima volta che era stato eletto.
Data storica per la destra moderata, per l’imprenditoria, per il commercio.
Doveva essere il cambiamento, la rivoluzione, la crescita.
E aveva continuato a farlo credere ai suoi elettori per una buona parte degli anni successivi.
C’erano state le acclamazioni, le TV, i giornali inviati agli italiani.
Gli scandali.
I servizi sociali.
Si trovava a pulire il culo a dei “vecchi” piu’ giovani di lui una volta a settimana.
Ma neanche questo lo aveva fermato, le europee dovevano essere l’ennesimo rilancio.
Non era andata cosi’, ma il botto non era stato poi cosi forte.
Lo avevano dato per spacciato tante volte.
Troppe volte.
E la destra, una volta di piu, aveva dimostrato di non poter prescindere dalla sua figura.

 

Ritornò alla realtà.
Non aveva piu 40 anni e non avrebbe potuto reggere quei riti ancora per molto, ma ci avrebbe provato una volta di piu.
Non poteva convincere i giovani, questo lo sapeva, ma l’Italia era un paese vecchio.
Alzo un calice immaginario e fece un brindisi, in quella sede vuota.
“C’ero, ci sono, ci sarò”
Per quanto ancora?

 

Articolo di Simone Bellucci

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