LE FACCE

Sono 3 giovani con in mano un qualche strumento.

Basso, chitarra, batteria: poco importa.

Frequentano, al massimo, l’ultimo anno di liceo.

Girano ancora col motorino, per andare da Roma sud a Roma nord a trovare gli amici nel week end.

Hanno quei visi da “pischelli sbarbati” che muovono, timidamente, i primi passi nel mondo della musica romana.

Poi, però, te li vedi aprire il concerto de L’Officina della Camomilla e inizi a pensare che, sì, sono giovani ma forse hanno le idee ben chiare riguardo al proprio futuro.

Ci abbiamo pensato su un bel po’ di tempo, poi abbiamo deciso: andiamo a conoscere “Le Facce”.

Forse, fra qualche anno, potremmo dire di essere arrivati per primi.

 

Vi definite un gruppo che vuole parlare del presente, ma: quale presente?

A: Io scrivo i testi per sfogarmi, come è normale che sia. Parlo in tutti i testi di me, dei miei amici, della mia ragazza, del mio Paese. Quindi il “presente” va inteso come ciò che succede in Italia e nella mia vita nel momento in cui scrivo quella canzone. E’ il mio diario di viaggio.

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Cosa vi ha spinto a formare un gruppo alternative rock? Siete “un altro gruppo pop romano” parafrasando I Cani?

A: Si, siamo “un altro gruppo pop romano” come qualsiasi altro gruppo, però diciamo che in più, ci mettiamo una batteria picchiatissima, un basso distorto e una chitarra con mille effetti. Non abbiamo mai pensato “formiamo un gruppo Alternative Rock”, abbiamo solo iniziato a suonare. Suonando abbiamo capito che riuscivamo a fare solo quello.

 

Prima della performance musicale, cosa si beve nei camerini? (sperando ovviamente non abbiate problemi di astemia)

A: Acqua liscia, se proprio dobbiamo esagerare acqua frizzante. Abbiamo problemi di astemia.

 

Quale è stato il primo contatto che avete avuto? E come vi siete presentati?

A: Il primo contatto era alle Mura a San Lorenzo, abbiamo suonato due pezzi come apertura di All Together Now, eravamo timidissimi, però non è andata neanche troppo male. L’ansia se n’è andata appena toccato il palco.

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Il gruppo è nato solo da qualche anno ma già molto ambizioso. Cosa vi contraddistingue dagli altri?

A: Forse a differenza di molti gruppi cantiamo in Italiano, e parliamo di situazioni in cui (per quanto personali) ci si può rispecchiare. Parliamo delle quotidianità.

 

Con chi vorreste duettare?

A: Abbiamo tutti gusti diversi musicalmente, però Luca con gli Avenged Sevenfold, Giorgio con i Foo Fighters e io con i Placebo. Duettare con uno di questi? Difficile ma chi può dire che non possa succedere.

 

Se venissimo a vedere un vostro concerto, quanti reggiseni dobbiamo lanciare sul palco?

A: Probabilmente nessuno.

 

Questa intervista finisce con un augurio, un desiderio de “Le facce” per “Le facce”.

A: La cosa che desideriamo di più è sicuramente riuscire a portare la nostra musica a più persone possibili, ma sempre divertendoci nel farlo.

 

Finita l’intervista ci congediamo bevendo qualcosa. Ci offrono un’acqua minerale. Ma noi ci sbilanciamo, gliene chiediamo una frizzante.

redazione NMP

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