Quinta stella a destra, questo è il cammino

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Arrivammo dentro quella camera piena di bandiere e battiscopa dorati.

I quadri sui muri raffiguravano personaggi mai studiati al liceo ma che, a quanto pare, erano degni di essere lì appesi a quella parete.

L’augurio che la cravatta fosse ben annodata. Non capirò mai come fare quel maledetto nodo windsor.

Ci sedemmo.

Prima le parole pacate, poi il fiume in piena. Le teorie del complotto. Gli amichetti tuoi, gli amichetti miei. L’atto d’accusa. Lo show in diretta streaming. Il populismo da televendita Mondial Casa. La possibilità di risposta non concessa alla controparte. “Non ho altro da dirti”, stretta di mano e amici come prima.

Nemici come prima.

Lui uscì abbottonandosi la giacca e conscio che la rivoluzione poteva iniziare solo così.

La rivoluzione, che bella sarà.

Perché sono loro i ladri, quei porci maledetti. Kasta di puttane e puttanieri che hanno saputo solo distruggere un paese. Peggio dei negri e dei cinesi.

Noi siamo il popolo rivoluzionario, noi siamo il popolo che vuole cambiare.

Uscimmo.

Alle mie spalle il Quirinale e sulla mia faccia un sorriso impercettibile.

Dentro di me la netta convinzione che senza di lui avrei rischiato di tornare a disegnare cazzi sulle schede elettorali.

Si.

Sarà la rivoluzione.

Che bella sarà.

articolo di Luca Marinangeli

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