LO STATO SOCIALE

Non so se qualcuno di voi ha mai avuto l’onore e l’onere di poter ammirare un loro live.
Se ancora non lo avete fatto, vedete di sbrigarvi perché le loro performance sono al limite tra la sperimentazione artistica e il centro di igiene mentale. Ci sanno fare, senza “se” e senza “ma”.
Li siamo andati a trovare nella loro terra per prenderci un caffè virtuale con Alberto Guidetti.
Corretto col Vernelli. Intendo il caffè, non Alberto.
Iniziamo.
1
NMP: Un gruppo di pazzi scatenati, chi ha detto per primo “dobbiamo formare un gruppo indie rock”?

 
Non c’è mai stata quella frase. Siamo nati per caso e per noia, avevamo poco più di vent’anni e pochi impegni, d’estate a Bologna fa caldo e un pomeriggio ci siamo ritrovati io, Albi e Lodo con qualche birra in frigo e degli strumenti. Ci siamo messi a cazzeggiare e a divertirci, siccome sono due cose che ci vengono parecchio bene abbiamo pensato di proseguire.

NMP: “Turisti della democrazia” è il vostro primo album. Cosa si cela dietro questo titolo? O meglio: si cela qualcosa dietro questo titolo, così come dietro il nome della vostra band?
E’ stata un’intuizione di Albi, è un ottimo radar per certe cose. Poco tempo prima Berlusconi aveva dato del kapò e dei turisti della democrazia ad una serie di parlamentari europei. E’ una figura affascinante quella del turista della democrazia, ci siamo sentiti stranamente rappresentati. Dietro la scelta del nome c’è qualcosa che ci piace, il primo concerto lo facemmo come Thomas Doll, il nome dell’unico giocatore di calcio ad aver giocato nella nazionale della germania dell’est e in quella riunificata, ma in una nostra canzone citavamo lo stato sociale (Brutale) e ci siamo detti: forse è meglio.
NMP: Avete portato avanti anche alcuni progetti di cover. La più emozionante?
Non abbiamo preferenze.
NMP: A chi avete dovuto bussare alla porta per trasformarvi da “quei 3 dj di Bologna” a “Lo Stato Sociale”?
A tutte le porte d’Italia. Prima dell’uscita del disco avevamo già fatto oltre un centinaio di date in autonomia su e giù per l’Italia. Non siamo persone che amano il “bussare” nel senso di chiedere favori, una mano lava l’altra e via così. Le persone con cui lavoriamo ci hanno contattato, le abbiamo conosciute in un bar davanti ad un caffè o una birra, abbiamo costruito un rapporto di fiducia umana prima ancora che professionale.
 3
NMP: La genialità del quintetto: chi è la mente e chi è la mano?
Tutti su tutti i livelli. E siamo più dei cinque che conoscete a far si che le cose accadano.
NMP: Avete sperimentato modi diversi d’esibizione nei vostri live, quale è secondo voi il meglio riuscito? Cosa si aspetta il pubblico da voi ad ogni concerto?
Quale sia il meglio riuscito non so dirtelo, non è compito mio. Ogni allestimento ci ha regalato emozioni e ricordi diversi, sempre piacevoli anche davanti alle naturali difficoltà. Chi ci viene a vedere vuole cantare le canzoni, farsi un po’ di risate, ricordarsi di alcune cose che ci stanno a cuore. Noi speriamo che tornino a casa con l’umore anche solo un poco migliore di come sono arrivati. Speriamo passino due  belle ore in nostra compagnia.
NMP: L’insulto più originale che avete ricevuto sulla vostra musica?
“E’ orribile, ma è pur sempre il disco pop italiano più onesto e importante di sempre” cit. Vice.
 2
NMP: Idee per questo 2014? Altre date del tour o direttamente altri progetti?
Uscirà il nuovo disco. Cominceremo un nuovo tour.
NMP: Se fossimo un gruppo di fan di sesso femminile scalmanate e ammiccanti sotto il vostro palco, cosa ci direste per abbordarci a fine concerto?
Dice Napo degli Uochi Toki: “Ciao ragazza, tra i miei fans c’è Caparezza. Ti andrebbe di fare la sostituta della mia mano destra per fare un’ottima minestra? Compro nei supermercati dove c’è convenienza. Sono l’alternativa non richiesta al rap gangsta ed è la prima volta che faccio uso della mia presunta influenza per impressionare una donzella mai conosciuta né vista. La ragazza mi fa capire chiaramente che se non offro da bere o droghe posso andare a fare il coglione altrove.”
calendario garringha dischi foto studioWood Bologna
NMP: La parola d’ordine che dovremo urlare al vostro prossimo concerto affinché capiate che siamo li e che dovete offrirci da bere?
Precipitevolissimevolmente.
NMP: Una cosa che non potremo mai sapere di voi?
Quella che non sto dicendo.
Il caffè lo abbiamo buttato giù tutto d’un sorso, la prossima volta pagheremo il conto con un urlato “PRECIPITEVOLISSIMEVOLMENTE”
 redazione NMP
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