Spaghetti Actuality

Gioco di sguardi.

America, 1863.

In un piccolo villaggio chiamato Saint Peters, nel Missouri, le cose stanno per cambiare, o cosi sembrerebbe. Il terribile bandito Billy The Kid è stato finalmente catturato. Un bandito il cui solo nome fa tremare gli inermi abitanti di questa localita nel selvaggio west. Billy the Kid (al secolo William Sylvain) si portava dietro il soprannome “the kid” da una sua abitudine ad autoproclamarsi giovane, quando poi giovane non lo era più. Erano infatti venti anni che dilaniava e tempestava di furti e stupri Saint Peters, senza mai trovare opposizione da parte dei suoi abitanti anzi molto spesso questi lodavano i comportamenti meschini del bandito e c’è chi giurerebbe che sotto sotto lo ammirassero. Chiaramente nei locali pubblici come il saloon o la chiesa le gesta di Billy erano condannate a spada tratta, ma una volta a casa, al sicuro, ogni abitante rifletteva e pensava che poi, in fondo in fondo, lui stesso avrebbe voluto avere fama e gloria come lui. Fama e gloria che si interrompono in una notte di novembre, durante una processione il nostro Billy the kid tenta di rapire la moglie del reverendo del paese non accorgendosi della trappola tesagli dalla cavalleria aiutata dallo sceriffo di Saint Peters, viene quindi catturato anche se con un ultimo colpo di coda riesce a sparare un solo proiettile dalla sua pistola che raggiunge e colpisce mortalmente lo sceriffo. Saint peters è sgomento “come faremo ora ?” sembrano dire all’unisono tutti gli abitanti di questo villaggio che vedevano nello sceriffo l’unico esponente della legalità, o presunta tale. il pensiero comune a Saint Peters è che senza sceriffo si possano ripresentare altri 10, 100, 1000 casi analoghi a quel Billy the kid che tanto ha spaventato la gente. La soluzione arriva da tre personaggi, dei quali non dirò le generalità ma mi limiterò ad enunciarli tramite soprannomi: il buono, il brutto e il cattivo. Questi tre strani soggetti si propongono come paladini della legalità e della libertà e, di fronte a tutta la cittadinanza di Saint Peters annunciano di voler il posto vacante di sceriffo. Ognuno ha le sue motivazioni e in maniera neanche tanto sintetica le espone nella piazza principale del villaggio: il buono, con la faccia da bravo ragazzo e un gran sorriso, esordisce: “scegliete me come sceriffo. Io farò tutto quello che voi chiederete. Per carità lo scorso sceriffo ha fatto un ottimo lavoro però su molte azioni potrei fare molto meglio io, fidatevi di me, datemi questa occasione mi munirò di aiutanti giovani e aitanti e non più delle solite facce corrotte che vedete passare nelle vie di Saint Peters” subito dopo il buono, è il brutto a prendere la parola. Occhi azzurro ghiaccio, sorriso tirato e guance scavate, non sembra molto convinto di quello che sta per dire: “non date retta al buono, è un incosciente, il vecchio sceriffo era un uomo competente ed io come lui. Alla fine guardatevi intorno, cosa c’è da cambiare? Cambiamento vuol dire andare a tentoni, la via illuminata è quella della sicurezza” finito il discorso del brutto la gente inizia a consultarsi su chi scegliere fra i due non tenendo conto che il cattivo è ancora li, in attesa di parlare. Il cattivo, barba incolta, meno elegante degli altri ma non per questo meno determinato, attende che la folla si accorga di lui e che si calmi il borbottio. Una volta accaduto ciò inizia il suo piccolo monologo. “scegliete me, io vi ricordo i bei tempi andati e porto avanti i principi cardine che hanno fondato questo villaggio. Se mi farete sceriffo ristringeremo anche i rapporti con la tribù indiana dei Manithu, si esatto intendo reintegrare quei cittadini che sono stati espulsi dal paese per creare una comunità multietnica, ma che remi tutta dalla stessa parte.”

Silenzio totale degli abitanti. Non un silenzio sbigottito ma un silenzio di ponderazione, un silenzio che li faceva riflettere su chi erano. Su cosa avevano fatto i loro padri. Su cosa avrebbero detto i loro figli delle loro scelte. Un silenzio che diceva “il cattivo è l’uomo che abbiamo sempre aspettato e non ce ne siamo mai resi conto!”.

Firenze, 8 dicembre 2013 ore 4:53. Un giovane fiorentino ambizioso si sveglia sudatissimo nel suo letto. La moglie preoccupata gli chiede: “cosa succede Matteo?” lui ancora ansante risponde: “che giorno è? In che anno siamo?”. La donna lo scruta torvo e anche un po’ preoccupata “ma caro oggi è il Renzi day! Tutte le tv, i giornali e le star del jet set parlano solo di te! Ti amano! Oggi è il giorno in cui finalmente diventerai segretario! Ma cosa succede?” Renzi si ricompone, si asciuga il sudore e sfodera il suo bel sorriso, quel sorriso anacronistico, quel sorriso che gli fa correre un pensiero nella sua testa: “ al diavolo il far west, al diavolo lo sceriffo, al diavolo questi maledetti incubi! I cattivi non vincono mai, i buoni trionfano sempre”

Articolo di Marco Massini

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