Primary in love

Primary in Love

Dopo aver dovuto malauguratamente sopportare l’ennesimo sketch televisivo, i cinguettii da social network, i talk show pilotati in tv e le innumerevoli pagine sulla carta stampata, ho deciso di cliccare, coi guanti di lattice bianchi da chirurgo, sulla pagina web ufficiale dedicata alle primarie del PD.
PD, sì. Niente blasfemia signori, si parla di politica. Il che è pure peggio.
PD come Partito Democratico.
Roba da giuristi, direte… Magari fosse!
Il termine PD nasce da lontano, ma non ha molto a che fare con l’Italia.
E’ l’esatta traduzione, ma solo letterale, italiota di Democratic Party, quella festa mondana che decanta le gesta elettorali di colui che sarà poi, repubblicani permettendo, l’uomo più potente del mondo oltreoceano.
Ebbene sì, abbiamo coniato anche questo! Un partito intero!
Ma non è mica tutto qua.
Aprendo la pagina suddetta, vi trovate di fronte all’ennesima brutta copia della democrazia partecipativa statunitense: tre faccioni stampati su riquadri da figurina dell’album Panini e un hashtag sul fondo in basso a destra che narra l’emblema della vicenda “#iovotoperché”.
Già, perché?
Cliccando sull’icona ipertestuale del nostro beneamato hashtag si apre Twitter, ma non c’è modo per capire questi famosi “perché”. Che poi, perché si chiede il “perché”? E’ una scelta tra tre uomini.
Non sarebbe più corretto dire “per chi”?
Va beh, torniamo a noi e chiediamoci questo oscuro perché. Cioè, “io voto, ma perché”?
Proviamo a dare qualche risposta:

– Voto perché fa figo.

– Voto perché secondo me il candidato X piscia più lontano di Y.

– Voto perché il candidato Z è più belloccio.
– Voto perché magari mi notano (devi essere schedato per votare alle primarie, ndr) e così trovo
lavoro con qualche marchetta.
– Voto perché oggi non vado alla messa e quei 2€ di elemosina li cedo volentieri al partito.
– Voto perché sono ancora illuso.
However, tanto per mantenere il tono americano, vi è da fare altre menzioni particolari.
Sotto l’hashtag, le foto e i proclami sotto forma di slogan che fanno invidia anche alla Pepsi, vi è il
testo famoso che narra le ragioni dei nostri “perché”.
Eccovelo qua per intero:

“L’8 Dicembre si svolgeranno le primarie aperte del Partito Democratico per eleggere il suo segretario nazionale e candidato premier e la sua assemblea nazionale.
Il voto avverrà alla fine di un lungo percorso, che vedrà coinvolti migliaia e migliaia di nostri circoli , in un dibattito aperto e appassionato che coinvolgerà tutti coloro che vogliono partecipare e dare il proprio contributo alla rinascita e al cambiamento dell’Italia. Su questo sito troverete tutte le informazioni utili per partecipare ed essere protagonisti: dalle mozioni con le quali i candidati presentano le loro idee e i loro programmi, ai regolamenti e le modalità di voto.
Ci sarà la possibilità di trovare facilmente i seggi dove votare e sarete informati sui grandi eventi che riguardano i confronti tra i candidati. Primariepd2013 è a disposizione di tutti, soprattutto di chi vuole fare della giornata dell’8 Dicembre la grande festa della democrazia e della libertà.
Buone Primarie a tutti. “

Non so chi l’abbia redatto, ma ha un fascino davvero unico.
Praticamente 13 righe di cazzate paragonabili alla “neve d’agosto” di Gigi D’Alessio.
Quali?
“Primarie aperte?”. La democrazia ha bisogno forse di ulteriore chiusure? Ovvietà.
“Eleggere il suo segretario nazionale e candidato premier?” Ma non dicevate di scindere le due cose? Fate pace col cervello.
“Lungo percorso?” Sì, di fabbricazione del consenso e di impecorimento delle masse.
“Dibattito aperto e appassionato?” Aperto a chi? Agli iscritti? Manco fosse la totalità
dell’elettorato del Paese. Autoreferenzialità canaglia.
“Contributo?” Con 2€ ci mangi un kebab e ancor meglio ci sfami chi 12mila€ di indennità non li prende nemmeno in 40 anni. Ah, i costi della politica…
“I candidati presentano le loro idee e i loro programmi?” Ma siete tutti del PD oppure no? E poi, siamo sicuri che siano le loro idee e non quelle di chi li spinge da dietro come un burattinaio?
“Esser protagonisti?” Chi? I tre candidati! Ah ecco. Non “noi”.
“Grandi eventi?” Tipo quello di Sky con lo share allo 0,8%? O la salsicciata a Campo dei Fiori? Ah no, quella non l’avete più fatta. Anche i comunisti si imborghesiscono (o si democristianizzano).
“L’8 dicembre la grande festa della democrazia e della libertà?” Ed io che pensavo ad una giornata della Madonna…

Goliardia a parte, tra “il buono, il brutto e il cattivo” non farò distinzioni.
Sarebbe un po’ come scegliere uno tra Fonzie di Happy Days, il Capitano Archer di Star Trek e Robin Hood nell’affidargli le chiavi di casa.
Di primario esiste una cosa nella vita: i colori.
Giallo, Rosso e Blu.
E mi pare che di questi tre non ce ne sia nemmeno uno a far da padrone.
Si confondono, si mischiano e si rimescolano, ma alla fine c’è lo stronzo di turno che ha già preparato la trielina per smacchiare il tutto.
E con il pasticcio pronto, non sarà che il bianco ad uscirne vincitore.
Bianco, sì. Come il latte della Parmalat. Come il cedolino della Unipol. Come la tessera della Coop.
Come la cartella di credito della MPS.
Bianco come la balena di nome Moby Dick.
E non mi pare che ci siano in giro tutti questi “capitani” Achab…
L’unica gamba mozzata è quella dell’Europa. Senza il suo stivale da troppi anni.

Articolo di Francesco Di Marco

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