FAST ANIMALS AND SLOW KIDS

Foligno, 17 ottobre 2013. Dopo un’ora e mezza di giri a vuoto per il centro storico, apprendiamo che a Foligno non esiste una zona quieta e senza rumori che ci permetta di portare a termine un’intervista telefonica. Bisogna chiamare Aimone Romizi dei Fast Animals And Slow Kids, band decisamente in voga e che, cazzo, ci piace molto. Decidiamo che l’unico posto conciliante per chiamarlo è piazza Matteotti, non che sia insonorizzata ma le siepi dietro di noi sembrano separarci dal brusio cittadino di sottofondo.

Ci sediamo, materiale sulle gambe, telefono alla mano, siamo pronti.

“Pronto?”
“Si ciao, siamo i ragazzi del Nuovo Mondo Parallelo, dovevamo fare l’intervista”
“Ah si, dimmi pure”
“Sei impegnato o possiamo parlare?”
“Guarda, fammi arrivare a casa, facciamo tra una mezz’oretta. Vi richiamo

….

Telefonata finita. Il nostro sguardo oscilla tra l’attonito e il deluso.
“Che culo”
Laconico commento a caldo.
Risa sguaiate di entrambi.
Non rimane che attendere.
Piazza Matteotti, ore 19.30 : 
 Richiamiamo e Aimone risponde prontissimo.
Si era dimenticato, ma non fa niente.

FINALMENTE SI COMINCIA.

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EMANUELE: Come è che quattro ragazzi diventano i Fast Animals and Slow Kids?

Siamo nati “in sala prove”. Ognuno di noi suonava altri strumenti in altre band. Ci conoscevamo perché la scena musicale Perugina è molto ristretta. Ma noi avevamo voglia di sperimentare qualcosa di nuovo.
Ci siamo scelti perché ci “piacevamo”, ci eravamo sentiti a vicenda.
Ma le nostre intenzioni erano molto distanti dal voler fare musica in maniera “seria”.
A riprova di ciò, il nostro nome viene da una scena dei Griffin.
Tradotto in maniera approssimativa.

Rotto il ghiaccio, decidiamo di metterlo un tantino in difficoltà, con una domanda alquanto insolita.
GIULIA: Come spiegheresti la musica che fai ad una donna di mezza età?

 (la domanda lo pone particolarmente a disagio, la parlantina spigliata diventa un balbettio)

Io direi semplicemente che facciamo rock, glisserei. Direi che suono… sentendomi rispondere:
“ma in realtà che lavoro fai?” E in seguito a questa domanda cambierei velocemente argomento.

E: Dopo il successo di Hybris, cosa riserva il futuro ai FASK?

Stiamo continuando questo tour massacrante ma al tempo stesso stupendo, perché stiamo facendo molte date ma sempre riempiendo i locali. Suoneremo fino a Giugno, dopo il quale ci rinchiuderemo nel posto dove è stato registrato Hybris per preparare il nuovo album.

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(Parlano di tour massacrante, di date a ripetizione, ma, nella loro terra, finora, non si sono mai visti,
quindi proviamo a fare gli offesi, e chiediamo informazioni)
E: Quand’è che finalmente potremo venirvi a vedere a Perugia? E come mai evitate sempre l’Umbria?

È un incrocio tra politichese musicale e merda. Dovevamo suonare quest’estate a Perugia, ma la pioggia ha fatto saltare tutto. La data andava recuperata a Settembre, ma eravamo già impegnati. Stiamo lavorando per riuscire a trovare una data prima di Gennaio. Ma siamo dubbiosi.

G: Ci è giunta voce che a casa Romizi si facciano delle gran feste. Ce lo confermi?

Esatto,  a casa mia do delle grandi feste. Ultimamente ho dovuto smettere, perché all’ultima festa (quella per il mio compleanno) mi hanno regalato degli animali VIVI, come galline e papere. La papera ora vive in un laghetto, perché avendola tenuta insieme alle galline per un po’ di tempo, cominciava ad avere delle crisi di identità.

E: Come nascono i nomi dei vostri album?

Tutti, assolutamente, A CAZZO. Il primo in maniera casualissima, stavamo già registrando il disco e non avevamo idea di come chiamarlo. Abbiamo ripiegato su un nome senza particolari velleità, Cavalli appunto.
Hybris invece, a dispetto dell’origine altisonante, è il frutto delle nostre partite a CTR (Crash Team Racing Ndr) Data la superiorità netta di Orsetto (uno dei componenti del gruppo, Ndr) avevamo cominciato a dirgli che peccava di Hybris. Questo termine ci è rimasto talmente in testa che abbiamo capito che riassumeva ì i temi del disco e abbiamo deciso di utilizzarlo.

E: Invece come puoi spiegarci il disegno in copertina?

Se si osserva bene, ci sono undici elementi nella copertina, ognuno associato ad una canzone.
Prendendo il più palese, la formica che brucia rappresenta “Combattere per l’incertezza”.

G:  Avete suonato con molte band del panorama italiano. Con chi vi siete trovati di più?

Abbiamo creato dei rapporti di amicizia veri. Ci sembra strano  fare amicizia con le band che andavamo a guardare. Facciamo l’esempio degli Zen Circus o dei Ministri. Ci fanno un po’ da fratelli maggiori, ci hanno aiutato e spronato. Poi abbiamo molte cose in comune con i Gazebo Penguins. Vivono in furgone proprio come noi.

(cade la linea.  Richiamiamo. Fortunatamente risponde)

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(smettiamo di parlare della band, e ci concentriamo su Aimone)
G:  Quali sono i tuoi interessi musicali? Ti piace scoprire nuovi gruppi?

Contrariamente a ciò che si potrebbe pensare, se una band mi piace mi documento, ma
non sono un “ricercatore di nuovi ascolti”. Mi faccio consigliare da persone fidate, come l’Orsetto.
È lui che mi “passa” molti gruppi, ai quali mi appassiono spesso. Ma di mio sono “pigro”.

(visto che fa il cantante, decidiamo di mettere alla prova le sue doti canore)
E: cantaci una strofa di una canzone a caso, ma non una delle tue.

Questa è una domanda difficile. Non farmela. Se proprio devo,  scelgo New Noise dei Refused.
Ma non la canterò.

(Alla fine invece imita il suono degli strumenti, e la voce urlata del cantante.
Ma è impossibile trascriverli. Impossibile davvero)

G:  I tuoi gusti in ambito letterario?  Quale genere letterario preferisci?

Ultimamente ho letto “La caduta” di Albert Camus. L’ho trovato meraviglioso, ritrovandovi molto della mia vita. Sto vivendo un periodo un po’ depresso , ho letto anche “L’immoralista” ad esempio. Un mio amico mi ha passato un romanzo abbastanza Freak, del quale non ricordo esattamente il titolo. Se proprio devo definirlo è “una mezza freakkettonata strana”. Nonostante tutto, è un libro che mi ha fatto ragionare molto.

E: Quasi sicuramente l’anno prossimo non ci sarà il festival internazionale del giornalismo di Perugia.
Cosa ne pensi?

E’ veramente un disastro, io sono una persona attiva a livello locale, mi occupo di organizzare eventi per “smuovere” un po’ la scena cittadina. Questo evento dava linfa vitale alla città, portava visibilità.
Perugia è una città chiusa, anzi l’Umbria in toto. La considero un ennesimo passo sbagliato da parte delle autorità, perché manifestazioni di questo tipo sono necessarie. Andando in giro per l’Italia mi sono reso conto che la mia città non è quasi conosciuta. Anzi, a livello musicale, Foligno spacca sei volte di più.
Ha un sacco di band presenti, come i Da Hand in the Middle e molti altri piccoli gruppi.
Mi hanno parlato bene di posti come il Serendipity, di associazioni come Black Sheep e Dancity.
Ho suonato ad esempio ad Officina 34. Siate orgogliosi della vostra città! (parlando con gli intervistatori, Folignati Ndr)

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(Per chiudere, dopo quasi quarantacinque minuti di chiacchiere, ci togliamo una curiosità)

E: Ma, onestamente, il nome Aimone, a casa chi è che l’ha scelto?

Penso i miei genitori, ma forse erano ubriachi. Anche la teoria dello sbaglio all’anagrafe è sorta a molti.
Ho chiesto spiegazioni a riguardo, l’hanno scelto volontariamente. Nonostante sia un nome legato alla nobilità, i miei sono totalmente anti-monarchici. Sicuramente l’Aimone-nobile non si ubriacava in quel modo.

redazione NMP

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