NICOLO’ CARNESI

Nicolò Carnesi risponde al telefono con il suo accento siciliano.

Parla dall’interno di un centro commerciale, sta comprando un materasso.

La voce rimbomba tra gli scaffali prima di entrare nella cornetta e percorrere chilometri e chilometri di distanza tra noi.

Dato che odiamo le interviste telefoniche cerchiamo di trasformarla in una pseudo-chiamata erotica, quindi ci facciamo spiegare dal nostro Nicolò come è vestito in questo momento: giacca monocolore, camicia americana e pantaloni neri.

Ci saremmo aspettati qualcosa di più sexy. Ma ci possiamo accontentare.

Cantautore siciliano apprezzato da tanti artisti dell’underground italiano (Dente e Brunori SAS tra i primi) ma lui non vuole etichettarsi.

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“Brunori e gli altri sono, prima di tutto, amici. Amo cantare con chi mi da stimoli, con chi mi piace avere a fianco. Il duetto fine a se stesso senza arricchimento umano e musicale non ha senso, è pura falsità. Il rapporto d’amicizia tra cantautori giova al pubblico e ai cantautori stessi”.

Sempre stato un musicista: a 3 anni arriva la sua prima batteria. La voglia di suonare non ha però un limite delineabile. Passa così dalle percussioni al pianoforte e da lì alla scrittura.

Quando ero più piccolo amavo disegnare fumetti, come oggi amo il cinema. Tramite queste mie passioni ho capito che bisogna unire, nel mondo musicale, suoni e testi: il racconto che ogni cantante vuole descrivere è fondamentale”.

Poi, l’umiltà prende il sopravvento: “Mi chiamano cantautore ma io canto semplicemente delle canzoni”.

L’arrivo del successo e della fama fanno montare un po’ la testa a tutti: cosa ti ha fatto dire “ci siamo, questo è il mio lavoro”?

Il successo è una condizione del tempo, quando ho ricevuto le prime proposte di collaborazioni e visto gente sconosciuta cantare le mie canzoni ai concerti: quel per me è stato quello il COLPO che mi ha fatto capire di essere sulla strada giusta”.

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Nel mondo musicale è chic, di norma, fare gli snob: della serie “no, io lavoro per me stesso e il mio mondo se piace ad altri bene altrimenti che si fottano questi hipster inutili”. Ma sinceramente: bisogna davvero farsi il “mazzo” o serve solo una buona dose di fortuna per emergere?

Non ho mai cercato di diventare famoso. Suonando insieme ad altri artisti: da cosa nasce cosa. Se credi in quello che fai e cerchi di suonare mettendoti sempre in gioco qualcuno, prima o poi, ti noterà e allora si che crescerai!”

Per essere un musicista devi suonare.

Ci sembra logico. E Nicolò, fortunatamente, ce lo ricorda a noi semplici ascoltatori.

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Un artista cresce musicalmente anche vivendo esperienze extra territoriali e conoscendo nuove culture, tu dove sei stato ultimamente?

Ho suonato in Italia e in America. Concerti dalle mille forme: dal palco alla bettola, da Central Park alla musica di strada. Poi sono stato in Germania e Francia anche senza suonare, solo per respirare aria nuova, per crescere e capire il mio stile”.

Meditazione siciliana.

Immaginiamolo in romantica contemplazione di fronte alla Torre Effeil oppure mentre mangia un wurstel dal dubbio gusto in un bar sporco di Monaco.

Quando termini le tue riflessioni, però, si torna a scrivere. C’è qualcuno che ti consiglia, qualcuno che ti aiuta nella stesura dei brani?

Testi? Mai corretti da altri. E’ roba mia e rimane così perché è così che è stata pensata. Posso cambiare la struttura parlandone con i miei colleghi, nel caso di featuring, ma il testo non si tocca. Il testo è ciò che voglio raccontare al mondo e non può essere quello stesso mondo a cambiare ciò che voglio dirgli”.

Poetico il ragazzo.

Un ragazzo che conosce le sue potenzialità e che, se ascoltato con attenzione, può far suscitare belle emozioni: quando la musica sembra quasi poesia diventa ancora più piacevole.

Parliamo di lavoro e di figure di merda. Quando la più eclatante?

Giugno: avevo due concerti nello stesso giorno. Prima a Cuneo e poi a Palermo. Due aerei senza riposare un secondo. Nei miei spettacoli mi piace concludere il concerto scendendo tra il pubblico e far suonare la chitarra a qualche fan”.

Ma a Palermo le cose non andarono come previsto.

Quella sera era stanchissimo. Volevo saltare sui woofer e arrivare in mezzo alla folla ma non avevo visto che sotto di me c’era un cazzo di carrello vuoto. Hai presente quei carrelli con le ruote da supermercato? Ecco, ci sono caduto dentro. Sono rimasto incosciente per 3 secondi davanti al pubblico allibito. Una notevole figura di merda ma è stato divertente”.

Ultima domanda al nostro Nicolò Carnesi.

Domanda inutile ma mai banale: progetti futuri?

“Sto lavorando ad un nuovo progetto. Dopo “Gli eroi non escono il sabato” ora questi fantomatici eroi potrebbero addirittura uscire dal pianeta e non “solo la sera” in questo nuovo cd”.

Non abbiamo capito una mazza, un aiutino?

Parola chiave: Albert. Mettiamola così”.

Un enigma e un’esclusiva per IL NUOVO MONDO PARALELLO.

Un progetto ALBERT per il futuro di Nicolò Carnesi.

Si vedrà.

Ci saluta, sempre con il suo accento siciliano.

C’è un materasso da portare a casa: FORZA NIC, NON MOLLARE.

NPM – redazione

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