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LONDRA, Inghilterra, Anno 2020

La riunione era stata convocata in tutta fretta nell’ufficio del primo ministro inglese.

Si sarebbe dovuto parlare di Europa 2020 e del rispetto dei punti che erano stati firmati dai vari capi di stato 10 anni prima

Il problema era solo uno.

Non c’era più un’insieme di stati da chiamare “Europa”.

O meglio, qualcosa c’era.

C’era ancora la moneta unica, c’era ancora un insieme di stati.

Solo che nessuno di questi faceva parte del G8.

Sei anni prima, il 1 Gennaio 2014, c’era stata la svolta.

Nei mesi precedenti quella decisiva data un certo Snowden aveva aperto il nuovo vaso di Pandora. Gli USA stavano spiando il mondo, senza distinzioni o trattamenti di favore, un enorme grande fratello che più che guardare ascoltava.

Ma ascoltava tutto.

Nelle difficoltà, la comunità europea era sembrata uscirne da vincente. Più compatta, più disposta a fare fronte comune anche in termini di politica economica, insomma più comunità e meno insieme di stati.

Poi però Snowden era stato assoldato dalla Russia come responsabile della sicurezza interna.

La solita posizione di comodo per far credere a tutti di essere uno stato libero e che ci teneva alla sua privacy, mentre recintava tutto il confine con l’Ucraina e rifiutata di importare brandy moldavo.

Il problema? Snowden, anche se in maniera marginale e controllato, aveva avuto accesso a informazioni sensibili, di nuovo.

La conseguenza? La fredda madre Russia si accorse che non solo gli USA stavano spiando l’Europa… ma che tutta l’Europa si stava spiando a vicenda.

Si era immaginata una terza guerra mondiale composta da droni, hackers e armi chimiche.

Non fu cosi.

La terza guerra mondiale fu la guerra delle INFORMAZIONI.

L’informazione rilasciata al momento giusto, alla nazione giusta, per rompere alleanze, far cadere governi, distruggere la credibilità di esperti

L’unica alternativa possibile era smetterla di nascondere informazioni ai propri alleati, cercando di compattarsi nuovamente come “Europa”.

Ma nessun capo di stato fu in grado di rinunciare al suo piccolo bottino di esclusive… e qualcosa si ruppe.

La terza guerra mondiale iniziò e finì con un’emorragia di informazione.

Ormai nessuno stato era più in grado di avere una posizione di vantaggio sull’altro, perchè ognuno aveva informazioni che poteva usare contro l’altro, ma non era in grado di controllarle.

Poi all’improvviso questa riunione.

“Mettiamo tutte le carte sul tavolo, creiamo un nuovo stato che ci comprenda tutti e dove abbiamo il completo controllo delle informazioni”. Questo proponeva il primo ministro inglese.

L’economia era allo sbando e una proposta come quella, che in passato sarebbe stata irrealizzabile, sembrava ora l’unica soluzione possibile.

Perso nei suoi pensieri, si accorse solo con la coda dell’occhio che il presidente del consiglio italiano si era alzato e voleva a tutti i costi dire la sua.

“Cominciamo dal nome, chiamiamola EURANIA”

Assonanze e vaghi ricordi gli fecero balenare per un secondo nella testa un vecchio libro di uno scrittore, un certo George.

Cancellò dalla mente quel pensiero, del resto qua stavano parlando di futuro, quel romanzo invece era solo fantascienza.

Articolo di Simone Bellucci
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