Giorgio

“Signor Giorgio, mi saprebbe dire cosa vede in questa immagine?”

Ok, ora immaginatevi voi al mio posto.

Non so nemmeno io cosa ci faccio qua, davanti a questa sottospecie di mentalista sciamanica uscita da non so quale università privata del New England che continua a parlarmi di questi avveniristici progressi della psicologia valutativa.

Test per la valutazione del Quoziente Intellettivo, lo chiama, “la scala millimetrica del potenziale mentale dell’essere umano”.

Io continuo a sospettare, sin dal primo momento, che quei cartelli bianchi, con quelle strane macchie nere in mezzo, non siano altro che i lavori fatti da suo figlio all’asilo.

Fra un profilo di Johnny Cash, la sagoma della Florida e un Bigfoot con le ali, questa vera e propria tortura termina.

Finalmente.

Mi chiedono di aspettare, servono almeno 10 minuti per avere i risultati del test.

Preso dalla noia decido di fare un giro per l’enorme studio di questa sedicente psicologa, un edificio a due piani, rigorosamente arredato secondo quello schifo di modernismo americano anni 60.

Ogni cosa dentro quelle mura, dalla sala d’attesa rivestita in legno, per non parlare delle tovaglie in macramè, le piante rampicanti e i coprisedili del water in tessuto ruvido, sembra auto-celebrare la strega-scienziata, un auto-celebrazione che risulta quasi odiosa. Mi fermo davanti ad una libreria in ferro zeppa di libri sulla psicologia e sulla psichiatria, rigorosamente ordinati secondo un criterio alfabetico. Ne afferro uno a caso, quello più colorato.

Il titolo è emblematico: “Disturbi psicologici nell’infanzia”.

Inizio a leggere. Secondo questa pseudo neobibbia hippie della scienza un’infanzia sballata è la causa dei fallimenti in età adulta. Sai che vi dico ?! forse non ha tutti i torti. Guardate me, tolti i due fallimenti delle aziende multimilionarie che mio padre mi aveva affidato (regalato), ho sempre brillato come uno dei migliori ventenni del mio stato, e la mia infanzia Texana fatta da 8 anni di militanza nella squadra di Cheerleaders come unico ragazzo, fatta di abuso di alcol, di paxfobia (maledetti pacifisti capelloni, avete rovinato questo paese) e di amore spassionato per le armi e la guerra, non si può certamente definire un’infanzia difficile.

Vi dirò, questo cavolo di libro di carta, nonostante sia figlio di un essere insulso e privo di virilità come un albero, ha cementato le mie certezze.

Ah mi ero scordato, nel frattempo è arrivato il risultato del test e segnava un Q.I. pari a 79, un punto sotto la media nazionale.

Quella sottospecie di Janis Joplin freudiana ci ha provato a fottermi la testa e a farmi perdere la bussola delle mie certezze, si vede proprio che tiene quei libri solo come soprammobile.

Ogni tanto ripenso a quella diabolica mattinata di 40 anni fa.

Ma perchè ci perdo tempo ?!

Mi preparando, mi sto abbottonando la camicia e mi mancano ancora 3 bottoni, la mia proclamazione a Presidente del più importante paese del mondo non può attendere.

Washington 20-01-2001

La storia raccontata è figlia di avvenimenti e dati concretamente collocabili nel mondo della realtà. Niente fantasia.

Articolo di Ado Alili
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