Mario Luzi, aiutaci tu!

luzi

Questa settimana ho sacrificato la canzone di sottofondo e l’immagine. L’ho fatto in nome di una poesia .
La voce scandita e ipnotizzante di Roberto Herlitzka fa da contorno alle parole pesanti e melanconiche di Mario Luzi incorniciate qua sopra. C’è un perché al mio gesto.

Lunedì 28 febbraio 2005. Entra in classe la mia professoressa di Italiano. Una donna “singolare”, ma sul piano della cultura un vero mostro. E’ a lei, col senno del poi, che devo parecchia della enfasi che ancora mi pervade quando si parla di Humanae Litterae.
Ci annuncia, con tristezza, della morte di Mario Luzi, poeta, scrittore, senatore a vita per meriti letterari.
La notizia nel 2005 cade subito nel dimenticatoio del tram-tram scolastico, con la leggiadria dei quindicenni, che poco ne sanno di poesia, e spesso, fortunatamente, anche di cosa vuol dire la morte.
Ad oggi, la morte di un poeta di questa levatura mi provoca un dispiacere sincero. Ora la capisco, la Prof.
Non ho avuto modo di confrontarmi  con le poesie di Mario Luzi fino alla fine del liceo.

L’ho scoperto, quasi per caso, in uno di quei momenti di sconforto che solo la lettura, l’ascolto, di versi poetici possono placare.

Ebbene, tra tutte le sue poesie, quella che ho scelto si chiama “In due”.

Parla di un sentimento forte che si deteriora, un fatto sgradevole, ma spesso ineluttabile.
Non è più amore, è la sua carcassa morente, la spoglia nella quale gli altri vorrebbero farci vedere del bene.
La donna amata, nel quale il poeta cerca di rivedere la beltà che l’aveva catturato, ora lo ripugna.
Non riesce ad accettare quel sentimento che da ardente passione è diventato mera commiserazione, non più sentimento trascinante, ma quasi un fardello.
E non ha vergogna a trasmettercelo. E’ umano.
Un sentimento è eterno, un corpo caduco.
E l’amore si trasforma  in ricatto, perché  la moglie se ne fa scudo, lo richiama per suscitargli compassione.
Ma il poeta non prova compassione, ma pena.
Gli altri lo esortano ad abituarsi a quella situazione, ma il disagio lo impaurisce.
Lo impaurisce il pensiero del tempo. Di una battaglia già persa in partenza.
Il dilemma è atavico: cosa può la semplice esistenza dell’uomo contro lo scorrere del tempo?

So già che vi state chiedendo:
“Ma Mario Luzi, sua moglie malata, la poesia, il tempo che scorre e il corpo che invecchia, CON LA CRISI, che cosa c’entrano?”

Non voglio parlarvi dei valori, delle crisi nella “paideia” (che non è la paella, è un modo diverso di dire educazione dei fanciulli) e della scuola, del fatto che i giovani non leggono.

Ho scelto una poesia sulla più umana delle reazioni, la paura del tempo che scorre e dei suoi effetti su di noi. Su di noi e su chi ci è vicino. Sui nostri affetti. Su ciò di cui siamo più sicuri. I nostri sentimenti.
Non è la crisi che ci spaventa. Ma ciò in cui la crisi ci trasforma. Rode l’animo, inasprisce i nostri sensi.
E ci offusca, impedendoci di vedere il bello e gioirne.
E allora noi liberiamoci, scriviamo del nostro disagio, anche se non si vedono soluzioni all’orizzonte.
Non abbiamo paura di dire: “Io non so cosa inventarmi” dinanzi a questo mostro moderno.
Anche se può sembrare che non serva a nulla. Mario Luzi non crede al momento alle parole di chi gli è vicino. Non sa trovare ORA la bellezza in sua moglie, ma non chiude la porta al futuro.
Mario Luzi non aveva una cura contro la senilità. Nemmeno io ho una cura contro la crisi.
Ma noi abbiamo una fortuna che non è stata concessa al poeta fiorentino.
La crisi è il presente. Il futuro è da scrivere, non finirà  per forza in una vecchiaia senza ritorno.

Potremo nuovamente vedere il mondo “com’era in altri tempi, in altri versanti”.

articolo di EMANUELE FELICETTI

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...