L’Italia è una Repubblica fondata sulla crisi… ma dei valori

foto

Ci lamentiamo del pesante fardello della crisi e delle decisioni dei politici che gravano sulle nostre spalle e spesso sulle nostre tasche, ma non ci rammarichiamo mai di quello che siamo diventati.

O peggio di cosa vorremo diventare.

E non parlo solo della mia generazione di tecnodipendenti (e non intendo la tipologia di musica), bensì di quelle a noi direttamente precedenti.

Mia nonna a ottanta anni suonati alla mia età credeva alla famiglia, alla religione, al futuro, alla luce in fondo al tunnel che l’avrebbe salvata, alla fedeltà, alla rinascita, alla salvezza, all’amore, alla lealtà, alla fiducia, al rispetto.

Oggi a cosa crediamo? Cosa ci hanno insegnato e cosa realmente stiamo rispettando?

In giro si vedono solo facce sveglie e coraggiose, fino a che punto mi chiedo io?

Fino a dove siamo disposti a spingerci per onorare i valori che tradizionalmente sono la caratteristica principale dell’essere umano?

Siamo talmente occupati a lamentarci della nostra situazione economica che non ci stiamo rendendo conto che la nostra situazione affettiva e sociale sta decadendo fino a raschiare il fondo. Non ci guardiamo più negli occhi per dirci le cose come stanno, non riusciamo più a parlare con chiarezza, non c’è più trasparenza negli occhi di chi parla, sembra sempre che qualsiasi cosa facciamo debba trarci  un vantaggio, per forza.

Eppure la nostra vita non è un gioco e non dovremmo buttarci via.

Se potessi portare indietro le lancette dell’orologio, le sposterei all’epoca dei Cavalieri in cui le promesse venivano fatte per essere onorate, le persone avevano come unico scopo nella vita quello di essere rispettati e di portar rispetto agli altri.

Oggi dove pensiamo di andare?

Noi, che grazie ad un click pensiamo ci sia tutto dovuto e non abbiamo mai avuto il coraggio di metterci in gioco per migliorare, creare la nostra personalità, combattere la menzogna.

L’epoca degli emarginati sociali, di quelli che non sanno dare del “lei” perché di rispetto non ne hanno nemmeno per loro stessi, figuriamoci per i terzi. E allora continuiamo a farci mettere i piedi in testa e a far calpestare anni e anni di proteste per poter far valere quelli che una volta erano i motori dell’esistenza umana.

Adesso sono solo suppellettili da decoro, da tirare in ballo quando si vuole aver ragione.

articolo di TAMARA VITALI

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...