Adios Lenin

  • tim

    Non siamo nella Germania dell’Est e questo non è un film di Wolfgang Becker. Non c’è un superbo Daniel Brühl come attore protagonista, non c’è un’avvenire utopico davanti a noi e non c’è una mamma in risveglio dal coma da convincere che il regime sovietico è ancora in vita. Non siamo nel 1990.

    Siamo nel 2013, ambientazione Italia, il protagonista è un semplice trentenne. L’unica analogia vera con il più affermato film “Goodbye Lenin” c’è ed è quella del risveglio. Forse quello provato in questo film di second’ordine chiamato “Adios Lenin” è addirittura peggio del coma. E’ il risveglio dall’assuefazione.

    Finte convinzioni inculcate dai media (cartacei e non) e dai politici. Convizioni di essere meglio di qualcuno. Alla fine l’importante è sapere che non si è l’ultima ruota del carro no? Cosa me ne frega se la Germania è avanti anni luce da noi? Noi comunque siamo sempre meglio della Grecia, del Portogallo, della Spagna.

    Già la Spagna. Il nostro trentenne non si riesce a spiegare cosa succede veramente. Gira voce che la compagnia telefonica di bandiera italiana sia stata venduta alla Spagna…alla Spagna?!?!? Così dicono ma niente è sicuro. Si sintonizza alle 12:30 su “Studio Aperto” ma nessuno menziona l’accaduto. Ore 13:00 c’è il Tg5: niente neanche li. “Saranno le solite voci di corridoio, se due tg non ne parlano vuol dire che è solo una chiacchiera” pensa fiducioso.

    La giornata scorre bene, il nostro trentenne si è tranquillizzato. Fino a che un trillo richiama la sua attenzione. È il suo iPhone. Gli è appena arrivata una mail dal lavoro. Legge la mail poi si sofferma in alto a sinistra sullo schermo del cellulare e rabbrividisce: TIM ES. Ricomincia a sudare freddo. “Non è possibile, non è possibile, gli Spagnoli no” si ripete concitato. Accende di nuovo la sua bella tv, si sintonizza sul 5 dove c’è un’edizione straordinaria del tg.

    “Informiamo i gentili ascoltatori che a breve in tutti i telefoni TIM comparirà la scritta ES. mantenete la calma serve solo a ricordarvi che siete ESTREMAMENTE SPECIALI”.

    Il nostro trentenne tira un sospiro di sollievo. Va tutto bene, come sempre…

     articolo di MARCO MASSINI

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