C’entra il cinema ma non è una rubrica di cinema

fantozzi

DISSOLVENZA
  STACCO PRIMO PIANO SUL PROTAGONISTA

Bene, pensate a questo post come un pensiero del protagonista, uno di quei monologhi che prima o poi in un film partono sempre… una di quelle filippiche patriottiche nel bel mezzo della scena drammatica.

LOCATION: REGIONE UMBRIA, SALA ROSSA, TERZO PIANO
-       PRIMO PIANO SUL PROTAGONISTA DA DIETRO, POI A SCORRIMENTO SU TUTTA LA SALA

Sta scrivendo al PC, è concentrato, ma voi, spettatori e di conseguenza con dotati di uno sguardo privilegiato su tutta la scena, vedete tutto quello che succede nel contorno.

Ci sono da consegnare dei fogli, per accedere a dei fondi e la fila è bloccata per il solito caso umano… povero cristo che cerca di farsi accettare tutti i documenti, scontrandosi con la solita DICK HEAD e con la troppo lunga burocrazia.

 RITORNO SUL PROTAGONISTA

Tutto attorno a lui diventa sfocato e riparte il monologo…

“ in questi ultimi tempi ho visto non uno, ma due film, basati su storie vere.

Il primo è PAIN & GAIN, storia di muscolosi personal trainer, che decidono di fare il botto rapendo un loro facoltoso cliente e abbonato alla palestra. Il film si apre e finisce (senza svelare nulla, essendo comunque un film di Micheal Bay, magari qualcuno deciderà di vederlo) con un pompatissimo Mark Whalberg che, attaccato ad un cartello, fa addominali a nastro.

Il secondo film è “The Bling Ring”. Stavolta la regista è Sofia Coppola (poco ponzata dal padre, Francis Ford) e il film parla di adolescenti della California bene che decidono di rubare nelle case dei vari Divi americani. Anche questa storia vera, i reali protagonisti sono diventati abbastanza famosi, tanto da frequentare quelle cliniche riabilitative dove campeggiano anche i suddetti divi rapinati.

Due film assurdi, completamente diversi, accomunati però dal fatto che sono tratti da storie vere.. e non solo…sono storie edulcorate per renderle più credibili… perché la realtà era ancora più assurda.

Film su storie vere su gente che le ha provate tutte per vivere come nei film….

IRONICO, Non credete?

STACCO SUGLI OCCHI DEL PROTAGONISTA, SGUARDO PER UN ATTIMO “VIVO”
NUOVO STACCO SULLA STANZA

Si ritorna alla realtà… la fila è la stessa, le scartoffie uguale. La situazione tende all’onirico, tra COLORI SGARCIANTI e urla tra i rappresentanti regionali e i poveri cristi.

Il protagonista si guarda intorno, spercosso e catapultato nuovamente nella realtà, per noi fittizia, dello schermo.

Lo sfiora un pensiero

“Non sarà abbastanza per farci un film, ma forse è sufficiente per farci un racconto breve”

STACCO

BUIO

PASSAGGIO ALLA SCENA SUCCESSIVA


articolo di SIMONE BELLUCCI

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2 thoughts on “C’entra il cinema ma non è una rubrica di cinema”

  1. Ciao, domani mattina, sul mio blog, interverrà, con un articolo, Mimmo Calopresti, mi permetto di segnalartelo (farò lo stesso con altri blog) perché credo che la cosa possa essere di tuo interesse. Si tratterà di un breve racconto, molto significativo. Temi: coraggio, razzismo, solidarietà… Buona serata.

    Roberto

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