(Anti) Art Attack

art attack (foto di www.thezooom.com)

(Scritto con il sottofondo: Micheal Andrews – Goldfish)

L’arte… è dire tutto e dire niente.

Le cose più disparate possono essere etichettate come artistiche o antiartistiche, secondo le opinioni di critici più o meno famosi sia nazionali che internazionali. Non siamo qui a ragionare su quali dettami o limiti devono essere rispettati per definire qualcosa “un’opera d’arte”, visto che:

  • Il sottoscritto non dispone delle basi necessarie per potersi addentrare in una filippica sull’arte,
  • Non è questo il punto del discorso.

Quello di cui vorrei parlare invece è cosa significa per noi (le nuove generazioni) l’ARTE.

E’ essa lo strumento da utilizzare per risollevare gli animi, stimolare il dibattito, eliminare questa patina di menefreghismo che avvolge la maggior parte dei giovani?

Secondo me, SI, senza ombra di dubbio.

L’arte è l’unico mezzo in grado di elevare l’essere umano dai semplici bisogni, perché è una cosa che ci accompagna dalla nascita, anzi, anche prima della stessa, che ognuno interpreta a suo modo, in relazione alle sensazioni e percezioni che prova. Se ci pensate, tutto può essere arte, senza cadere però nel qualunquismo. Nella sua pancia nostra madre metteva questa o quella canzone e noi, inconsciamente, ci muovevamo per manifestar il nostro dissenso o assenso per una delle poche situazioni in cui la colonna sonora era pre – selezionata.

Quindi la musica è arte? Sicuramente SI, come lo è un quadro, un murales, una poesia o una performance. C’è arte e arte. Può essere di denuncia, espressione delle emozioni dell’artista oppure anche semplice truffa.

Truffa. Come il nostro critico preferito, il buon Diprè (non fate i radical chic, un video su youtube ve lo siete sparato sicuramente) che però può, a suo modo e senza neanche volerlo, far scoprire nuovi artisti al grande pubblico quindi, da novello scopritore di talenti, diventare artista/talento anche lui.

L’arte è anche la performance moderna: la merda d’artista, il pittore che dipinge a tempo di musica, il fotografo in grado di cogliere quell’attimo, quella sfumatura, quell’espressione.

Sarò onesto, la visita alla TATE gallery di Londra non mi ha entusiasmato (NB: a fare foto sono una mezza sega e non ho uno straccio di spirito critico quando ne vedo due che ritraggono lo stesso soggetto).

Probabilmente non tutta l’arte è buona (come si può definire “artista” il rapper di turno che fa la canzone sull’opinionista gossipparo del momento?).

Secondo me, auto-contraddicendomi, l’arte è:

“tutto quello che suscita un’emozione, che ti fa sentire lo stomaco sottosopra o i brividi a fior di pelle, che ti trasmette quello che l’artista aveva in mente, forse anche di più, cogliendo sfumature che il poeta o il pittore o l’artista di turno non sapeva neanche di inserire al momento della creazione”.

Anche l’arte che io personalmente reputo malsana, se in grado di suscitare qualcosa, è a suo modo valida. Perché dimostra che il singolo può SBAGLIARE, che il famoso “critico” che ha messo 1 stella e mezza al miglior film del momento non si trovava nell’umore giusto per cogliere quella o quell’altra finezza.

L’arte quindi in ultima analisi è OPINIONE perché in grado di dividere e di conseguenza di stimolare odi, affinità  e infinite discussioni, rompendo il menefreghismo per difendere a spada tratta l’artista bistrattato.

Lo ammetto, malgrado narcisisticamente mi vanti di avere una buona conoscenza musicale, difendo a spada tratta il Max Pezzali degli 883, quando la maggior parte dei miei coetanei o quasi-coetanei lo schifa (“è poppetto, non lo vedi come sta ridotto?” cit.).

Per me, negli anni (semi – cit.), ci sono tutta una serie di canzoni che mi fanno rivivere giornate o situazioni particolari… è una sorta di prova del nove, quando, con nonchalance, parlo degli 883 come uno dei miei gruppi preferiti. Per vedere se l’altro è sulla stessa lunghezza d’onda e stimolare, sia in caso di suo assenso o dissenso, una discussione.

Questo blog è arte, perché di settimana in settimana una serie di persone discutono sullo stesso tema, con opinioni diverse e diversi approcci, parlando di cose lontane anni luce partendo dallo stesso input.

A qualcuno piacerà più lo stile del blogger X, a qualcun altro quello di Z… ma tutti i lettori si troveranno a vivere delle emozioni e, perché no, a riproporre il tema settimanale da qualche altra parte…

Un piccolo passo contro il menefreghismo!

(articolo di SIMONE BELLUCCI, consigliamo anche la lettura di: Qualcuno lo chiamava Golpe, Breve guida di sopravvivenza alla maturità)

Lo staff consiglia anche: “Il coltello” di Luca Marinangeli, “Ma alla fine, l’artista che lavoro fa?” di Emanuele Felicetti

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2 thoughts on “(Anti) Art Attack”

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