Me ne frego dell’Egitto, è stato il golpe meno romantico degli ultimi 2000 anni

junio valerio borghese(nella foto: Junio Valerio Borghese – militare e politico italiano)

Discutere se un golpe sia o meno legittimo è come disquisire animatamente se un dato stupro di gruppo abbia portato effettivamente a dei vantaggi strutturali. Ma la cosa sinceramente che mi ha portato a riflettere non è stato tanto il golpe in se, che arriva nelle nostre vite a una cadenza più o meno regolare, quanto le reazioni che questo ha provocato nei nostri delicati cuori di ignavi del benessere. Sembrava che Grosso avesse appena segnato contro la Germania. Poi diciamocela tutta, i golpe del nuovo millennio non hanno niente di epico, niente di romantico. Almeno quello: il romanticismo. Non chiediamo tanto. Se parliamo strettamente di Egitto non possiamo nemmeno definirlo un golpe, è un non-golpe. Riassumendo: L’esercito depone e incarcera un presidente democraticamente eletto, sospende la costituzione, arresta i soliti sospetti, si impadronisce di tutte le stazioni televisive e fa scendere le truppe per le strade della capitale. Allora già che ci siamo facciamo un bel format televisivo, ci mettiamo una “ruota della fortuna”, la giriamo e giochiamo anche noi a “Crea il tuo golpe”. Una merda. Allora mi rendo ancora più impopolare di quanto io già sia e dico: un golpe è legittimo solo quando è romantico. Un golpe è legittimo solo quando almeno scuote gli animi di chi lo vive, crea storia e ricordo, si pone in una dimensione di incancellabilità nei regimi della storia. Perchè almeno non si pone tra la categoria “giochi in scatola del potere”. E’ legittimo quando non è precostituito: ecco, se succedesse un golpe che avrebbe senso sarebbe, per come si è manifestato, quello turco. Un golpe – svolta, in pratica: comandato dal basso e guidato dai singoli che diventano gruppo. A risiko giocateci la vigilia di Natale. Ma quello che mi sento di dire più profondamente ai tanti democratizzati della rete, ai politologi da 160 caratteri e all’esercito invisibile dal virtuale dito che ho visto nelle ore più prossime al golpe egiziano è di calmare gli spiriti da curva sud, aprire la treccani e non wikipedia e capire prima di cosa stiamo parlando. Perchè sostenere azioni di questo tipo è proprio come tifare una qualsiasi squadra: la ragione sta nel mezzo delle due parti e non è questo il parteggiare di cui parlava Gramsci. Sopratutto se il tuo è un colleziona “like” e non “risultati effettivi”. Ma le notizie sono lontane, in fondo non ci riguardano e possiamo anche liberamente fregarcene o, cosa ancor peggiore del fregarsene, parlarne senza cognizione di causa. Anche perchè poi vi avrei voluto tanto vedere fare il tifo e per chi e per cosa se fosse riuscito il Golpe Borghese: roba di casa nostra, roba di cui bisogna essere informati. E allora mi sento di concludere, citando solo uno status a caso che ho incontrato su Facebook nei giorni della causa Egiziana:

“Dai Egitto, liberati”.

Dal male. Quale?

Amen.

PS: Scritto con in sottofondo: Enter Shikari – No Sleep Tonight

(articolo di ELIA SDEI – lo staff consiglia anche: NEMMENO LE MELE, IN REALTà, MATURANO MAI. FIGURATI NOI)

lo staff consiglia anche la poesia: BIM, BUM, GOLPE

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2 thoughts on “Me ne frego dell’Egitto, è stato il golpe meno romantico degli ultimi 2000 anni”

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